Chiara Bersani a Pulcheria: “La profondità e la complessità dell’esistenza troppo spesso appiattite, soprattutto nella disabilità” – AUDIO

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Pulcheria si avvia alla conclusione dopo una settimana di straordinari successi. Una partecipazione di pubblico che addirittura ha costretto gli organizzatori a cambiare location in corso d’opera per alcuni eventi. Questa mattina protagonista è stata Chiara Bersani, performer, autrice, regista/coreografa, Premio Ubu 2018 come miglior attrice under 35. Bersani ha incantato la platea raccontandosi e rispondendo alle domande della giornalista e ricercatrice indipendente Paola Granato. La trama del racconto ha preso spunto dall’ultimo lavoro di Chiara, Sottobosco, un dialogo intimo sul suo lavoro, un diario aperto alla lettura di appunti, testi, pensieri, materiali teorici e concettuali che hanno ispirato e accompagnato il processo creativo di questa sua ultima performance.

Cos’è il Sottobosco?

“Sottobosco è tutto ciò che esiste, vive, agisce, è fondamentale. Ma non viene visto. Non solo, spesso erroneamente viene anche calpestato”.

Un esempio pratico?

“Beh, il tema che ovviamente più mi appartiene in questo senso è la disabilità. Come la profondità e la complessità dell’esistenza in tutta questa categoria marginalizzata che pure riguarda tutte le persone che hanno un corpo venga spesso appiattita a un simbolo, a un logo, a qualcosa di molto piatto e bidimensionale”.

Qualche anno fa definisti il tuo corpo un “corpo politico”. Cos’è cambiato da allora?

“Niente! Il mio continua a essere un corpo politico e forse è divenuto ancora più complesso. Sicuramente la pandemia ha reso tutto più violento e quindi stiamo semplicemente andando avanti nella stessa direzione e nella stessa ricerca”.

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