La signora Erminia ha 93 anni ed è invalida al 100%, costretta a muoversi con le stampelle o con un deambulatore. Se l’esproprio dovesse concretizzarsi, non potrà più accedere dall’ingresso principale della sua abitazione. Dovrà invece accedere dalla cantina e dovrà percorrere tredici scalini per entrare in casa. Lo spiegano gli attivisti dell’associazione “Residenti Utenti Statale 45” che fin dall’inizio si battono contro il progetto di ammodernamento della Statale 45 progettato da Anas. Non si battono contro l’ammodernamento della strada, ma contro questo progetto nello specifico.
Gli espropri sono iniziati lunedì scorso ma questa mattina l’associazione, insieme a Legambiente, ha organizzato un sit-in di protesta in occasione dell’esproprio più emblematico. Un esproprio che, come detto, potrebbe costringere una donna di 93 anni e invalida a percorrere tredici scalini per entrare in casa.
“Mi meraviglio di essere ancora viva, perché anche stanotte non ho chiuso un occhio. Speriamo che si risolva bene questa cosa. Ma non lo so, sono così determinati, quella brutta gente lì, che non ti viene neanche a parlare: vengono qui a distruggerti e non ti dicono neanche una parola. Prima dovevano venire a vedere come stanno le cose e vedere se era una cosa fattibile. Qui non è una cosa fattibile, perché qui non è mai successo niente. Non era necessaria questa cosa, proprio neanche un po’. È una cosa inutile, è un capriccio”, commenta Erminia.
Il progetto prevede la costruzione di sette rotatorie in 11 chilometri, nel tratto tra Rivergaro e Cernusca. Per costruire queste rotatorie, Anas deve espropriare alcuni appezzamenti delle abitazioni adiacenti alla carreggiata. Tra queste l’abitazione di Erminia.
Ci saranno risarcimenti? Sì, per Erminia, per esempio, sono previsti 4800 euro, una cifra che viene considerata esigua se rapportata al disagio. Va detto che in ballo ci sono ancora passaggi al Tar e ricorsi: questa mattina i tecnici Anas “si sono limitati” a fissare i picchetti per delimitare gli spazi del futuro intervento. Ma tra i residenti non prevale certamente la fiducia: il timore è che ricorsi e tribunali non possano fermare questa operazione.
“Erminia è un po’ il nostro cuore, è il simbolo della nostra manifestazione. Perché è una persona che rappresenta tutta la scelleratezza di quello che sta accadendo”, commenta Annamaria Losi, presidente dell’associazione.
“Erminia ha 93 anni, invalida al 100%, si muove con l’ausilio di un deambulatore. Da cinque anni Erminia, come anche noi oggi, vive delle situazioni di stress continuo. Ad Erminia verrà tolto l’ingresso di casa, tutto il terreno che le consente di passare intorno a casa: perché appunto avendo il deambulatore non riuscirà a passare. E quindi lei non riuscirà più a transitare in questa zona. Non potrà più entrare, le verrà imposto di passare dalla cantina, dove c’è la presenza dei 13 gradini, ma lei non riesce a farli, non riesce a percorrerli. Quindi oltre all’aspetto emotivo, che è sicuramente molto impattante, soprattutto su una persona che ha questa fragilità, c’è anche l’aspetto pratico della gestione della propria vita”.
Era presente anche il sindaco di Rivergaro, Andrea Gatti: “Quello che ci chiediamo come amministrazione, è se era effettivamente necessario tutto questo, visto che tra pochi giorni ci sarà l’udienza a Roma. Deve ancora essere fatta la fase esecutiva, quindi quello che ad oggi si va a picchettare non è escluso che poi in un secondo tempo si vada a rimuovere. A mio parere ci voleva un briciolo in più di umanità, visto che le differenze le fanno sempre le persone, e in questo momento secondo me le persone la differenza non l’hanno fatta”.






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