Amazon, protestano gli addetti alla sicurezza a Castel San Giovanni: “Esuberi senza basi, il lavoro non è merce”

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Oggi, 28 gennaio, di fronte ai cancelli di Amazon a Castelsangiovanni (Piacenza) La Filcams Cgil ha organizzato una protesta a sorpresa con i lavoratori dell’appalto che ha in carico il servizio di controllo e sicurezza del sito. Sono state segnalate presunte pratiche di sostituzioni di lavoratori in sciopero.

LA NOTA DELLA CGIL

La Filcams Cgil di Piacenza è oggi davanti ai cancelli dello stabilimento Amazon di Castelsangiovanni insieme alle lavoratrici e ai lavoratori dell’appalto che svolge il servizio di controllo e sicurezza all’interno del sito, per sostenere il primo sciopero e il presidio proclamati contro la decisione di Sicuritalia di dichiarare esuberi.

Dalla mattinata di domenica, le lavoratrici e i lavoratori si sono riuniti in assemblea sindacale e hanno deciso collettivamente di aprire lo stato di agitazione, culminato oggi con lo sciopero e il presidio davanti ai cancelli dello stabilimento.

Una decisione unilaterale e inaccettabile di Sicuritalia

“La mobilitazione nasce da una decisione unilaterale e inaccettabile di Sicuritalia, che ha dichiarato 14 esuberi senza alcuna comunicazione ufficiale e senza fornire elementi oggettivi a supporto – dichiarano Marco Pascai ed Ettore Sola, funzionari della Filcams Cgil di Piacenza –. Nonostante le ripetute richieste sindacali, non sono mai state fornite informazioni chiare e verificabili, motivo per cui riteniamo questi esuberi di fatto inesistenti”.

Nonostante la pioggia, le lavoratrici e i lavoratori hanno mantenuto il presidio, dimostrando “dignità e determinazione nel dire no allo sfruttamento del lavoro, sia da parte di Amazon sia da parte di Sicuritalia”.

“Le persone non sono pacchi”

“Ricordiamo che il lavoro a cottimo è vietato e che le persone non sono pacchi, da spostare o richiamare a seconda delle esigenze produttive – proseguono Pascai e Sola –. Il lavoro è prima di tutto dignità, ed è una dignità che oggi si legge chiaramente negli occhi di queste ragazze e di questi ragazzi che rifiutano ogni forma di ricatto”.

La Filcams Cgil chiarisce inoltre che, qualora l’azienda procedesse con gli esuberi, non si tratterebbe di licenziamenti, ma di una condizione ancora più penalizzante: “Parliamo di allontanamento dal sito Amazon, trasferimenti verso appalti non definitiriduzione della retribuzione, perdita delle migliorie economiche previste da precedenti accordi sindacali e costi di trasferta interamente a carico dei lavoratori”.

Incontro con l’azienda?

È previsto per venerdì un possibile incontro con la direzione aziendale, ma il sindacato mette subito dei paletti chiari: “Prima di qualsiasi confronto – spiegano – chiediamo garanzie immediate su occupazione, condizioni di lavoro, rispetto degli accordi esistenti e un reale miglioramento delle condizioni stesse”.

Preoccupazione viene espressa anche per le notizie relative alla presenza di personale esterno chiamato a coprire i lavoratori in sciopero: “Se prima ancora dell’inizio effettivo dello sciopero si ricorre a personale esterno – concludono Pascai e Sola – viene spontaneo chiedersi di quali esuberi si stia parlando e su quali basi”.

La mobilitazione prosegue. “Il nostro motto è sempre lo stesso: Siamo dove sei, conclude la Filcams Cgil di Piacenza.

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